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Sulle Madonie la Manna cade dai frassini

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Manna eletta delle Madonie

La manna, presidio Slow food, è il prodotto che si ottiene dalla solidificazione della linfa elaborata che fuoriesce, durante la stagione estiva, dalle incisioni praticate sul fusto e sulle branche principali di alcune specie di frassino del genere Fraxinus L. La manna è un essudato zuccherino costituito principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati; una composizione qualitativa e quantitativa molto complessa fortemente influenzata dalla zona di provenienza, dall'esposizione, dalle caratteristiche chimico fisiche del terreno, dall'età delle piante e dall'andamento stagionale. La manna tipo cannolo si forma dal gocciolamento della linfa lungo la corteccia assumendo un aspetto stalattitiforme. Si tratta della parte più pregiata in quanto risulta quasi totalmente priva di impurità. Negli anni è stato messo a punto un sistema che prevede l'uso da un filo di nylon legato ad una piccola lamina d'acciaio posta sotto l'incisione, esso permette la raccolta ogni due giorni a differenza del metodo tradizionale che avveniva settimanalmente e consente inoltre di ottenere dei cannoli più lunghi quasi totalmente privi di impurità. Dall’ultimo dopoguerra in poi la coltura ha subito un rapido declino, rimanendo relegata in ristrette superfici del comprensorio Madonita e, in particolare, nei territori di Castelbuono e Pollina. Qui gli ultimi frassinicoltori – poco più di cento anziani contadini – contribuiscono ancora oggi a mantenere viva la coltura e a scongiurare la temuta scomparsa di un tale patrimonio vegetale, che ha rappresentato per secoli una risorsa portante dell’economia locale ed è unico per le sue proprietà nutritive e organolettiche. 

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Regalati benessere

Grazie alla sua complessa composizione la manna ha tante qualità benefiche oggetto di studio da parte di numerosi lavori universitari

*La manna è ricca di oligoelementi
 
*La manna costituisce una sostanza farmacologicamente importante perché viene utilizzata contro diverse patologie. Usata per combattere i problemi di stitichezza e come blando lassativo privo di azioni secondarie, sia in età infantile che adulta (LENTINI & al., 1983)

*La manna può essere utilizzata come dolcificante naturale e poiché il suo componente principale è il D-Mannitolo, un alcool esavalente incolore, inodore e di sapore zuccherino noto anche con il nome di "Zucchero-di Manna", potrebbe essere ben tollerata dai diabetici. 

*La manna è utilizzata in numerose ricette cosmetiche perché emolliente, la manna trova impiego in formulazioni per la pelle sensibile e antietà.

SCHICCHI R; CAMARDA L; SPADARO V; PITONZO R Caratterizzazione chimica della manna estratta nelle Madonie (Sicilia) da cultivar di Fraxinus angustifolia e di Fraxinus ornus (Oleaceae)

Looking beyond sugars: Phytochemical profiling and standardization of manna exudates from Sicilian Fraxinus excelsior L.

Augusta Caligiania, Letizia Tonellia, Gerardo Pallaa, Angela Marsegliaa, Damiano Rossib, Renato Brunia,  




La coltivazione del frassino da manna deve essere preservata anche per l’importante valenza ambientale, rappresenta una barriera contro il degrado del territorio delle Madonie, e storica, i frassineti possono di fatto essere considerati una sorta di museo all’aperto.

www.fondazioneslowfood.com

I greci e i romani la conoscevano col nome di Miele di rugiada o Secrezione delle stelle. La sua etimologia deriva dall’ebraico Mân Hu, “cos’è?” Essendo stata questa, come narra il XVI libro dell’Esodo, la domanda che gli ebrei affamati si rivolsero nel veder cadere un cibo sconosciuto, miracolosamente mandato loro da Dio nel deserto: la manna

Alessandro Ricci 2011 

Una sera, prima di tornare in paese, salutai mia madre che stava rammendando dei pantaloni. Passando nel campo vidi un ramo che faceva un gomito, dove stava gocciolando della manna. Tornai di corsa indietro, presi la spagnoletta di filo, tornai dal frassino e feci in modo che il nodo corrispondesse alla goccia. Poiché il filo svolazzava, presi una pietra da terra e gliela legai sul fondo. Al mattino trovai un cannolo, poco più grosso di un fiammifero, rappreso attorno al filo. Capii che quella era la soluzione. Ritornai in paese, comprai dieci spagnolette e iniziai a legare il filo agli alberi

Giulio Gelardi